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Rubrica LiberaMente

 La rabbia: strategie di prevenzione

Prima che la rabbia si trasformi in uno stato d’animo insidioso e persistente, sarebbe utile adottare delle semplici strategie di prevenzione.

La prima è la riduzione dello stress, di cui sono noti gli effetti sull’intero corredo emozionale. Un’attenta pianificazione del tempo e degli impegni, un sonno regolare e ristoratore, una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da un’attività fisica costante, costituiranno i rimedi più efficaci.

La seconda è imparare a riconoscerla fin dall’insorgere, poiché la rabbia, più delle altre emozioni, è preceduta da segni psichici e fisici inequivocabili – pensiero confuso, tremori, avvampamento, tensione muscolare, accelerazione del battito e, al pari d’un allarme rosso, usare tale consapevolezza per allontanarci fisicamente dal conflitto.

La terza è dedicare almeno 15 minuti al giorno a delle tecniche di respirazione e rilassamento, col duplice intento d’azzerare la tensione accumulata nel corso della giornata e, diventati esperti, poterle prontamente utilizzare ai primi segnali di rabbia.

L’ultima e più risolutiva è la riformulazione cognitiva. Il più delle volte la rabbia è innescata da pensieri illogici e disfunzionali che scattano automaticamente in circostanze sovrapponibili e niente hanno a che fare coll’evento affrontato. Primo fra i tanti, il pensiero dicotomico – cioè il ragionare secondo le categorie di torto e ragione. Addestrandoci quotidianamente ad isolarli e riformularli, potremmo riuscire a contenerli al momento del conflitto per esporre poi il nostro punto di vista attraverso un dialogo aperto e concreto.

 

 

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Giovedì, 15 Gennaio 2026 -
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