Le depressioni possono differire a seconda della struttura, la
sintomatologia, la familiarità e anche lo status
socioculturale, l’età e le condizioni pregresse del paziente
ma presentano tutte un unico denominatore: lo stile
depressivo.
Con tale espressione s’intende riassumere la somma delle
modalità erronee e distorte con cui il soggetto interpreta la
realtà e mediante le quali analizza, sente e si comporta, che
precedono e sostengono qualunque forma sintomatica.
Chi ha con uno stile depressivo, infatti, vive in costante
apprensione, si sente continuamente sopraffatto dal
quotidiano. La più piccola azione, la più banale decisione
richiedendogli uno sforzo assai gravoso, poiché qualunque
sbaglio, vero o presunto, a cui non riesca a rimediare lo
porta a valutarsi nell’interezza di sé – e non nella circostanza
– e a giudicarsi un fallito a tutto tondo.
Ritenendo inoltre d’essere sempre sotto osservazione da
parte degli altri e proiettando in essi ciò che di peggio pensa
di sé stesso, è perennemente angosciato dai giudizi ostili ed
infausti che possono essere formulati alle sue spalle. In
conseguenza di ciò, evita, si defila nelle relazioni, non
s’espone in progetti indipendenti, volendo scansare
qualsiasi occasione o conflitto che possa sottoporlo alla
minima valutazione.
Il considerarsi una persona inadeguata e sempre in difetto,
inoltre, lo induce a ruminare ossessivamente sul passato,
alla ricerca delle scelte e gli errori di cui incolparsi per la
grama esistenza che conduce. E alla perenne necessità di
calcolare e prevedere il futuro, per prevenire azioni e
comportamenti che potrebbero ancora di più metterlo in
cattiva luce ed amplificare i danni. Ma, poiché porta sempre
con sé la propria idea d’inadeguatezza, non può che predire
che tutto quello che accadrà nel futuro andrà male e gli
costerà l’ennesima umiliazione e il fallimento.
Nel tempo, purtroppo, tutte queste succitate distorsioni ed
errori cognitivi innescano l’insorgenza e poi la radicata
persistenza d’un intricato groviglio d’emozioni negative
(quali l’ansia, l’angoscia, la vergogna, il senso di colpa) e un
cronico abbassamento dell’umore. Per cui il soggetto,
avendo ormai perso le motivazioni, la spinta ed il coraggio
per tirarsene fuori, non vedrà altra possibilità che
rassegnarsi a sopravvivere in un quotidiano angusto e triste,
affondando ogni giorno di più nello stile depressivo.
In ragione di quanto detto, sarebbe quindi opportuno, per
chiunque si riconosca in questo stile, consultare uno
specialista, anche in assenza di conclamate forme
sintomatiche, allo scopo di pianificare, se necessario, un
adeguato percorso terapeutico di guarigione.
