L’abbondanza di acqua sorgiva di Fontana Grande ( 300-500 litri/secondo) ha, da secoli, interessato gli abitanti della zona e i navigatori. I rinvenimenti di un muro con reticulum romano a ridosso della sorgente, fece supporre che fosse già utilizzata dagli antichi abitanti di Stabiae prima dell’eruzione pliniana del 79 dC. Nella stessa zona, nel 1939 furono trovate alcune tombe preromane a 80 metri sopra la sorgente e presso il castello, per cui gli esperti (Francesco di Capua, O.D’Elia) ipotizzarono che segnassero “l’estremo limite occidentale dell’oppidum preromana dell’antica Stabiae”.
L’intera zona, ricca di sorgenti anche di acque minerali era ben nota dal primo secolo anche da Lucio Giunio Columella, Plinio Seniore e successivamente Claudio Galeno che ne consigliavano l’uso medicamentoso. Per quanto concere Fontana Grande, essa è citata nel 1150 dal geografo arabo El Edrisi in Kitab Rugiar,
allorquando descrivendo il porto afferma:”…questo è un eccellente ancoraggio…con un fiume perenne di acqua dolce”.
A sua volta monsignor Tommaso Milante nel 1836 scriveva:”Nel luogo detto la Fontana esiste una abbondante sorgente di acqua pura, e limpidissima…è giovevolissima ad ogni genere di persona, e soprattutto a’ naviganti…va ad alimentìtare non pochi mulini…” A valle c’erano diversi piccoli mulini.
Nell’800 Fontana Grande era conosciuta come” Fontana de’Melloni”
Catello Parisi nel 1842, infatti, tra l’altro, scrive:” La Fontana Grande dà un’acqua pura e limpidissima che alle falde sgorga dal monte Faito…in una grande vasca raccolta a dare anima passa ad uno stabilimento di molini e quindi nel mare si scarica … I cittadini ed i naviganti per loro bevanda ve l’attingono ed i rinomati nostri cocomeri vi si raffreddano per vendersi pubblicamente”.
Nel 1961, un errrore nella trivellazione per separare la bolla di acqua dolce della Fontana da quella ferrata utilizzata dal vicino stabilimento Bagni Acque Ferrate, fece scomparire quest’ultima che prese altre strade sotterranee. Lo stabilimento chiuse i battenti e anni dopo, la piccola struttura termale, nota anche come palazzo Fezzi, fu demolita.
La facciata della sorgente, a forma di esedra è stata realizzata solo negli anni ’20 del 1900 in luogo di una edicola in muratura contenene l’attuale pannello in ceramica posto sulla sorgente. In tale periodo fu sistemato un sistema di pompaggio principalmente per alimentare la parte basssa della città. Fino a qualche decennio fa, anche le fontanine in villa comunale avevano un piacevole sapore frizzante in quanto l’acqua è leggermente mineralizzata. La costruzione del moderno Campo Pozzi di Via Suppezza e la vetustà delle tubazioni servite da Fontana Grande ( pompaggio a 7 atm di pressione ed elevato consumo di elettricità) hanno cambiato il sistema di distribuzione idrica della città.
Nel 2008 fu inaugurata una nuova ed interessante scenografia per risistemare e recuperare l’immagine di Fontana Grande con la mescita di acqua. Sul pavimento antistate furono riportate citazioni che magnificano le acque stabiesi e sistemato un gioco di zampilli. Incuria e vandalizzazioni hanno annullato il tutto. Speriamo per il futuro.
