Tra papere, occhiali, strumenti musicali e suggestioni divertenti e poetiche, il Teatro Karol di Castellammare di Stabia invita bambini dai 3 anni e le loro famiglie a un pomeriggio speciale. Sabato 31 gennaio, alle ore 17, si rinnova l’appuntamento con Young, la rassegna teatrale per le nuove generazioni a cura di Casa del Contemporaneo e Le Nuvole, con lo spettacolo I BRUTTI ANATROCCOLI, di e con Silvano Antonelli di Stilema (Torino), un mix di attore e musica dal vivo con tanti momenti di interazione con il pubblico fra palco e platea.
Liberamente ispirato alla fiaba di Andersen, lo spettacolo affronta un tema universale: trasformare la fragilità in forza. Un invito per bambini e bambine a riconoscere il proprio valore, al di là delle apparenze. In un mondo pieno di modelli e stereotipi di “efficienza” e “bellezza”, è facile sentirsi a disagio. Ogni momento della vita dei più piccoli contribuisce a costruire la propria identità, e spesso ci si può sentire persi o chiusi nelle proprie emozioni.
Da questa mancanza nasce la possibilità di crescere. Lo spettacolo mostra come accettare le differenze e le unicità di ciascuno possa aiutare a costruire la propria identità. La fiaba originale, pur essendo un classico senza tempo, riesce a parlare anche al presente, ricordando che tutti – davvero tutti – possono alzare gli occhi e guardare il grande cielo che ci circonda, pronto a farci volare.
“Credo in un teatro che vive nel mondo e nel mondo cerca la sua ragione di esistere. Nel frequentare le persone alle quali si intende rivolgere il proprio spettacolo, per contrattare con loro i suoi significati e la sua poetica. Questa è la grande, e spesso dimenticata, lezione dell’animazione teatrale – riferisce in una nota Antonelli, autore dello spettacolo – Nel costruire I BRUTTI ANATROCCOLI ho letto testi e consultato esperti, ma sono stati i laboratori con bambini e ragazzi a fare davvero la differenza. Ho capito presto che non si può chiedere a chi è immerso nella tempesta di raccontarla: ho dovuto incontrare chi, pur avendo vissuto difficoltà, ne aveva preso un po’ di distanza, gli ‘ex bambini’ che un tempo erano stati ‘bambini particolari’.”
